giovedì 23 agosto 2007

Lavoreremo e riposeremo... caro Zio Vanja

1 commento:

  1. Sai quando ti ho detto che ho scritto alcuni racconti? Ruotano quasi tutti su questo tema... che Ligabue riassume nella frase "si può però morire vivendo sempre solo per sentito dire".


    E a me ne viene in mente un'altra di canzone... "Dal buio", di Marco Masini... vorrei dire alcune cose nel copiartene il testo, ma preferisco lasciartelo leggere e basta. Credo dica molto più di quanto potrei argomentare io.



    Il cieco fermo sul bordo del marciapiede

    aspetta che qualcuno se ne accorga

    rallenti la sua fretta.

    E intanto resta immobile lo sguardo spento

    e fisso come se fosse in bilico

    su di un profondo abisso.

    Il cieco fermo ascolta e sopra il viso

    impassibile d'un tratto è una smorfia

    una pena invisibile.

    Ma nessuna la vede nel bagliore della luce

    e la smorfia lentamente

    dentro il viso si ricuce.

    Ed ecco all'improvviso s'arresta una ragazza

    il cieco fa un sorriso e timido ringrazia.

    Lei certamente è bella lo sente dall'odore

    nel buio s'accende una stella e un vento soffia in

    cuore.

    Lui cerca la sua mano lei se la fa trovare

    e allora parte piano e li si lascia andare.

    E saltano l'abisso senza precipitare

    i due con lieve passo che sembra di volare!

    Poi dolcemente atterrano sull'altro

    marciapiede il cieco e la ragazza

    dopo quel volo breve.

    Lei dalla luce lancia un saluto luminoso!

    Dal buio lui risponde timido e confuso.

    Vorrebbe dirle aspetta angelo profumato

    non te ne andare resta riposa il cuore il fiato.

    Ma sente che la mano allenta la sua stretta

    e nel buio si spegna la stella.

    Vorrebbe dirle aspetta! Ma c'è troppa confusione

    e l'odore s'allontana e il cieco col bastone

    prosegue la sua strada buia dondolando un po'

    felice per quel niente come un dolcissimo

    Charlotte!

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